Prevenire le ICA per proteggere i più fragili
Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) rappresentano una delle sfide più complesse e persistenti per i sistemi sanitari moderni. Si tratta di infezioni che i pazienti contraggono durante il percorso di cura — sia in ospedale che in strutture assistenziali come le RSA — e che non erano presenti né in incubazione al momento del ricovero.
Oltre a mettere in pericolo la salute di soggetti spesso già fragili, le ICA comportano un prolungamento della degenza, un aumento dei costi sanitari e, nei casi più gravi, un peggioramento degli esiti clinici.

La situazione in Italia
In Italia, il fenomeno delle ICA è ancora ampiamente diffuso. Le forme più comuni comprendono infezioni del tratto urinario, infezioni del sito chirurgico, polmoniti e sepsi. La crescente diffusione di batteri multiresistenti aggrava ulteriormente il quadro, rendendo molte di queste infezioni difficili da trattare con i comuni antibiotici.
Le RSA, in particolare, costituiscono ambienti ad elevata vulnerabilità, data la presenza di pazienti anziani, immunocompromessi e con frequenti contatti assistenziali.
Una ricerca condotta nel 2016 su un campione di strutture ospedaliere italiane ha rilevato che circa il 6-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione durante la degenza (Fonte: Epicentro – Istituto Superiore di Sanità).
Secondo la più recente indagine di prevalenza dell’ECDC (2022–2023), in Italia circa 430.000 persone ricoverate hanno contratto un’infezione ospedaliera, pari all’8,2% del totale, un dato superiore alla media europea del 6,5% (Fonte: Quotidiano Sanità – Rapporto ECDC).
Spazi più sicuri, pazienti più protetti
Alla luce di questi dati, è evidente che il contrasto alle ICA deve rappresentare una priorità assoluta per tutte le strutture sanitarie. Oltre all’implementazione di protocolli clinici rigorosi e a una formazione costante del personale, è fondamentale ripensare la configurazione e l’igienizzazione degli spazi per ridurre il rischio di trasmissione crociata tra i pazienti.
Pannelli divisori mobili KwickScreen: più igiene e flessibilità negli spazi di cura
In un contesto in cui la prevenzione delle ICA richiede attenzione anche all’ambiente fisico KwickScreen rappresenta una soluzione innovativa e altamente funzionale per la gestione degli spazi sanitari. Si tratta di un pannello divisorio igienizzabile e personalizzabile, progettato per superare i limiti delle tradizionali tende sanitarie, ancora oggi largamente utilizzate in ospedali e RSA.

A differenza delle tende, che spesso vengono sostituite solo quando visibilmente sporche, KwickScreen costituisce una barriera liscia, priva di pieghe e fessure, quindi facile da igienizzare. La movimentazione del pannello avviene tramite l’apposita maniglia, riducendo al minimo i punti di contatto e quindi le possibilità di contaminazione incrociata.
Dal punto di vista operativo, Kwickscreen consente di modulare gli spazi in modo rapido e flessibile, adattandosi alle diverse esigenze dei reparti: dalla creazione di aree di isolamento temporaneo al distanziamento in sale d’attesa o in reparti ad alta intensità assistenziale come quelli di dialisi. I pannelli sono disponibili anche in versione trasparente, per favorire la comunicazione visiva tra pazienti e operatori pur mantenendo una separazione fisica sicura.
Grazie al suo design funzionale, alla facilità di sanificazione e alla capacità di ottimizzare gli ambienti senza compromessi sulla sicurezza, KwickScreen è una risposta concreta ed efficace alla sfida delle infezioni correlate all’assistenza.
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